BETTING EXCHANGE, VIA LIBERA DALL’UE
Semaforo verde da Bruxelles al decreto sulle “Scommesse a distanza con modalità di interazione diretta tra i singoli giocatori”
Via libera da Bruxelles al decreto sulle “Scommesse a distanza con modalità di interazione diretta tra i singoli giocatori” (il cosiddetto Betting Exchange) che l’Italia ha notificato in Commissione Europea a gennaio scorso. La Commissione stessa ha presentato delle osservazioni, che però non prorogano il periodo di stand still. Lo stand still originario scadeva il 17 aprile, ma è stato prolungato di un mese dopo l’invio di un parere circostanziato da parte della Spagna. Il decreto regolamenta il betting exchange, ovvero le scommesse che vengono scambiate direttamente tra i giocatori, la compagnia in questo caso si limita a mettere a disposizione la piattaforma. I giocatori quindi hanno la possibilità di confrontarsi direttamente fra di loro, uno “tiene il banco” come un vero e proprio bookmaker, decidendo su quale evento accettare giocate e fissando la quota; l’altro piazza la scommessa. Il gioco potrà essere offerto dai concessionari che conseguiranno come compenso una percentuale sul movimento di gioco. Tale compenso è inciso dall’imposta unica pari al 20%. Gli avvenimenti oggetto di scommessa sono gli stessi previsti dalla disciplina delle scommesse sportive a quota fissa. L’adozione del provvedimento notificato è previsto dall’articolo 24 della legge n. 88 del 2009 – la famosa Legge Comunitaria 2008 che ha “rivoluzionato” il settore del gioco online in Italia – il cui comma 12 dispone che con provvedimenti del direttore generale dell’Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato si provvede alla istituzione dei singoli giochi, alla definizione delle condizioni generali di gioco e delle relative regole tecniche, anche di infrastruttura, nonché della posta unitaria di partecipazione al gioco, alla individuazione della misura di aggi, diritti o proventi, ed alla variazione della misura del prelievo.
Per l’AD di Betfair Italia, le scommesse tra giocatori attrarranno solo tipi determinati di clienti, non avrebbe senso la sola liquidità nazionale
La scelta della liquidità internazionale “è una decisione obbligata”. E’ quanto ha detto Massimiliano Bancora, AD di Betfair Italia, uno dei maggiori operatori di questo segmento, in una recente intervista rilasciata a Agicos. “Credo si partirà subito con quella internazionale, non avrebbe senso lanciare questo tipo di scommesse con la sola nazionale. Il betting exchange ha bisogno di un’ampia platea di giocatori per essere attrattivo, i soli giocatori italiani non basterebbero. In Italia potrebbe essere definito un prodotto di nicchia, dal momento che attrarrà solo alcune categorie particolari di giocatori: coloro che già scommettono peer to peer su canali non autorizzati; i giocatori che effettuano puntate elevate e vincono grandi somme, un tipo di cliente che in genere non piace molto alle normali compagnie di scommesse; e ancora i giocatori che vengono dal mondo della borsa”. Oltre alla Spagna, anche Germania e Francia sembrano intenzionate a restare fuori dal mercato, almeno per il momento: “Si tratta di un prodotto molto diffuso in Gran Bretagna, ma anche in Danimarca. Ma ci serviremo dell’intero hub delle nostre licenze- le abbiamo ottenute anche a Gibilterra e Malta – per creare un’ampia liquidità”. Difficile fare una stima sui volumi di gioco, ma Bancora è convinto che “questo tipo di prodotto riuscirà a invertire il trend negativo che le scommesse hanno registrato nell’ultimo periodo. Nei paesi in cui sono state lanciate hanno avuto un impatto positivo su tutto il mercato, ne hanno beneficiato anche le scommesse tradizionali”.
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Il girone A è il girone dei padroni di casa.