888 VERSA AL FISCO 8,7 Mln
E’ il quinto operatore a aver trovato un’intesa con le autorità iberiche che a questo punto hanno incassato 70-80 milioni
Spagna, anche 888 raggiunge un accordo con il fisco e vera 8,7 milioni (7,4 milioni di gettito, più 1,3 milioni di interessi). Si tratta del quinto operatore che soddisfa le richieste delle autorità iberiche – un’intesa forzata, in realtà, visto che stanno per essere emesse le concessioni sul gioco online - dopo bwin.party (che ha versato 33,6 milioni), SportingBet (17,2 milioni), Ladbrokes (che non ha rivelato la cifra esatta, limitandosi a dire che era sensibilmente inferiore a quelle pagate dalle altre due compagnie) e Betfair (che ha detto di aver corrisposto meno di 10 milioni). Il fisco iberico ha insomma già incassato 70-80milioni di euro, ma in realtà la somma potrebbe essere superiore visto che – secondo alcune indiscrezioni che riporta eGamingReview – Bet365 potrebbe già aver raggiunto un accordo. La somma è comunque destinata a crescere in maniera sensibile, visto che hanno avviato le trattative anche William Hill e PokerStars.
SPAGNA, BETFAIR PAGA AL FISCO 10MLN
La Spagna ha già incassato 60-70 milioni da quattro operatori, 888 e PokerStars stanno trattando per un accordo
Spagna, si accorda con il fisco anche Betfair che afferma di aver versato “non più di 10 milioni di euro”, dal momento che già nel maggio 2011 – quando venne pubblicata nella gazzetta ufficiale spagnola la legge per l’apertura del mercato – aveva iniziato a pagare le tasse sui profitti. Betfair si aggiunge quindi a bwin.party (che ha versato 33,6 milioni) e SportingBet (17,2 milioni) e Ladbrokes (che non ha rivelato la cifra esatta, limitandosi a dire che era sensibilmente inferiore a quelle pagate dalle altre due compagnie). Già questi quattro operatori quindi hanno portato nelle casse spagnole tra i 60 e i 70 milioni di euro, inoltre hanno avviato le trattative con le autorità iberiche anche 888 e PokerStars. La prima ha già annunciato di essersi assoggettata autonomamente al prelievo sui profitti lordi, e comunque di dover versare ancora una somma vicina ai 10 milioni, e in ogni caso non superiore ai 20. Per PokerStars – stando a una serie di indiscrezioni non confermate dai diretti interessati – il conto potrebbe essere molto più salato, e aggirarsi sui 200 milioni. Il fisco spagnolo – in concomitanza con l’assegnazione delle licenze, ma senza nessun legame con il processo secondo quanto ha sottolineato l’ente regolatore – ha contattato nelle scorse settimane i maggiori operatori dell’online che avevano raccolto gioco su suolo iberico senza pagare alcuna imposta. Le richieste del fisco spagnolo – hanno commentato le compagnie – sono basate su due leggi del 1966 e del 1977 che finora sono state applicate solamente agli operatori fisici che commercializzavano alcuni tipi di gioco in particolare.
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